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LUSSANA SMASCHERA LE BUGIE DELLA SINISTRA SULLA GIUSTIZIA Il toto poltrone dell’Unione sta già tirando fuori i suoi vincitori. In prossimità delle elezioni Romano Prodi, sentendosi la vittoria in pugno, ha già iniziato a spartire i posti d’onore. Voci di corridorio vorrebbero l’avvocato Giuliano Pisapia, candidato di Rifondazione comunista, a ministro della Giustizia. L’ipotesi è stata accolta con profondo sdegno dai candidati dell’Unione che hanno subito accusato l’avvocato milanese di «farraginosità» per il suo intento a non procedere nell’eliminazione delle riforme fatte dalla Casa delle Libertà.Che sia Pisapia o un altro a occupare la poltrona del Guardasigilli, si prospetterebbe una politica all’insegna del garantismo. Ad accorgersene è lo stesso Antonio Di Pietro che attacca Pisapia sull’amnistia per i reati sociali: «Per L’Italia dei valori è importante punire non solo il falso in bilancio ma anche chi spacca le vetrine». «Per risolvere i mali della giustizia - spiega Carolina Lussana, responsabile Giustizia alla Camera - Pisapia è sempre stato convinto che la risposta giusta fosse dare un colpo di spugna al sistema carcerario». Nel suo programma di oltre 180 pagine, l’Unione ha infatti mostrato che l’amnistia sia la soluzione più corretta al sovraffollamento delle carceri e il punto di partenza per una qualsiasi riforma della giustizia italiana.
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