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Bossi: Dio ci scampi dalle ammucchiate di Paola Sacchi 24/8/2006 Se il governo cade si deve tornare al voto, dice il leader del Carroccio. Che conferma la leadership di Berlusconi, bacchetta D'Alema sul Libano e rivaluta Napolitano «Se il governo Prodi dovesse cadere, non vogliamo pasticci, pastrocchi o ammucchiate, ma che si vada a votare». Umberto Bossi liquida seccamente con questa intervista a Panorama il dibattito estivo sulle larghe intese. Sia pur indirettamente la sua è una chiara dissociazione dalla linea aperturista del leader Udc Pier Ferdinando Casini. Parlando con Panorama l'ex presidente della Camera non aveva escluso convergenze con la maggioranza (fino a ipotizzare una grande coalizione) e senza chiedere come contropartita la testa di Romano Prodi. Camicia a maniche corte e pantaloni bianchi, stile combat, dalla foggia giovanile, il leader della Lega Nord appare in gran forma. A tenergli alto il morale è l'abbraccio del popolo leghista. È un bagno di folla quello al quale si sottopone domenica sera 20 agosto fino alle ore piccole, come ai vecchi tempi, alla festa del Carroccio a Verdello (Bergamo). Centinaia di militanti fanno la ressa per strappargli un autografo o una foto ricordo da mettere sul display del telefonino. Bossi li accontenta tutti. E a Giacomo Stucchi, 37 anni, deputato e neosegretario della Lega di Bergamo, riserva una battuta ironica delle sue mentre saluta dal palco: «Eh Stucchi!
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