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IL DIRITTO DI VOTO AGLI STRANIERI Estensione del diritto di elettorato attivo e passivo agli stranieri nelle elezioni amministrative Le esperienze di alcuni comuni Più volte sono saliti alla ribalta delle cronache comuni che hanno modificato il proprio statuto per riconoscere agli stranieri extracomunitari residenti il diritto di elettorato attivo (vale a dire la possibilità di esercitare il diritto di voto) e passivo (ossia la possibilità di essere candidati ed eletti). Così hanno fatto Firenze, Genova, Roma, Lecce, Fermo, Aversa ed altre città, tutte, come vedremo con esiti tuttavia e per fortuna negativi. A Napoli, e precisamente presso la circoscrizione di Barra, nel 2003 è stato eletto per la prima volta un consigliere comunale aggiunto extracomunitario. Poi è stata la volta di Firenze, che nel novembre 2003 ha modificato il proprio statuto per sancire l’elettorato attivo e passivo nei consigli di quartiere a favore degli extracomunitari che risiedevano da solo un anno in città (stimati in circa 25mila). Nel 2004, ed è stato il caso più eclatante perché è intervenuto lo stesso Consiglio di Stato, Genova ha modificato il proprio statuto comunale per riconoscere il diritto di voto agli immigrati con cinque anni di residenza in Italia, di cui due a Genova.
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